I castelli nel Medioevo

Il processo di incastellamento delle campagne, a partire dalla fine del IX secolo, fu diretta conseguenza dello sfaldamento dell’impero carolingio, e portò alla nascita di numerosi poteri locali.

Perchè sorsero

Le invasioni di popoli dell’est Europa, e l’incapacità del potere centrale di organizzare la difesa del territorio costrinsero i grandi proprietari laici ed ecclesiastici a fortificare le loro residenze. Inizialmente in legno, i castelli vennero edificati in posizione dominante rispetto alle zone circostanti; al centro si alzava il mastio, la torre più alta, che presto cominciò ad essere costruita in mattoni o pietra per resistere meglio agli attacchi con frecce incendiarie.

Nascita

Attorno ad esso, con il passare dei secoli si costituì un sistema più complesso di difesa, caratterizzato da mura perimetrali con camminamenti e posti di guardia, il cui accesso era regolato da ponti levatoi; molto spesso le mura erano circondate da fossati pieni d’acqua, per rendere ancora più complicato un eventuale assedio.

Sviluppo

Nel Basso Medioevo, con la nascita dei Comuni e l’avvento successivo delle Signorie, il castello oltre ad aumentare il prestigio del signore locale e della sua famiglia, divenne il centro delle attività civili e militari, dove si amministrava la giustizia e si organizzavano le difese del territorio. Attorno e dentro alle sue mura si sviluppava una società quasi totalmente autosufficiente, grazie alle botteghe e ai mercati.

Decadenza

Con la diffusione della polvere da sparo e la costruzione di armi sempre più potenti, nel XV e XVI secolo, la funzione difensiva delle mura e del castello andò diminuendo, fino a perdere totalmente di importanza. Rimangono ancora adesso, soprattutto in Italia e in Germania, splendidi esempi di città murate e castelli medievali.